Mickey Mouse – i classici del 1938
Tra gli anni 20 e la prima metà degli anni 50, la Disney produce 134 episodi in totale per la serie di Topolino (Mickey Mouse Cartoon). finita la serie (precisamente con l’ultimo episodio del 1953: The Simple Things ) bisognerà attendere i lontani anni 80 per recuperare il celebre personaggio ed i suoi amici-colleghi, e ciò avviene con il mediometraggio il canto di natale. Cosi che il periodo dai 20 ai 50, è quello dei mediometraggi Classici.
Ovviamente Nello stesso arco di tempo viene prodotto un numero incredibile di vari prodotti come mediometraggi e corti per diverse serie (dalle Silly Symphonies a quelli relativi alle serie diverse da Topolino – come per esempio A Goofy and Donald Duck Cartoon) ma anche diverse produzioni cinematografiche; ma 134 episodi classici sono quelli incentrati sul personaggio piu storico che a detta degli animatori, tecnici e collaboratori della Walt Disney, era la rappresentazione animata di Walt Disney stesso.
Di questa lunga serie di corti e mediometraggi mi fermo ad analizzare gli episodi di fine anni 30, in particolare del 1938; è una fase molto importante; qui la Disney si trova in un punto cruciale nella produzione dei film di Topolino; fin dagli anni 20, ed in particolare nel passaggio a colori avvenuto nel 36 (con The Band Concert per quanto riguarda – appunto- Mickey Mouse), gli episodi hanno avuto un crescendo di qualità estetica, una avanguardia di tecnica di animazione sempre piu alta, che nessun’altra azienda produttrice di film di animazione riusciva ad eguagliare, e che raggiunge proprio il culmine in questo periodo, con la produzione di 5 episodi bellissimi, da un punto di vista visivo e non solo
Questi livelli alti saranno mantenuti per tutto il corso degli anni 40; successivamente mostreranno un calo nei primi anni 50, quando ormai la Disney impegnata sempre piu attivamente in vere e proprio opere cinematografiche, molla la presa di queste produzioni che vanno via via mostrando indebolimenti vari.
Sono gli episodi di questo periodo, ad essere tra i piu trasmessi nelle televisioni, ad essere i piu ricordati e apprezzati. Nell’elenco dei classici, questi sono tra i piu classici. Per buona parte degli anni 30, per la serie di Mickey Mouse Cartoons si vede spesso la presenza fissa dello storico trio (Mickey, Donald, Goofy) alle prese con mestieri ed occupazioni diverse; la squadra aveva già avuto incredibili effetti umoristici nei passati scorsi, e qui probabilmente trova la piu memorabile espressione.
Si inizia infatti con i costruttori di barche ( Boat builders) per la regia di Ben Sharpsteen; non un nome qualunque insomma, ma uno dei piu autorevoli del periodo classico Disney ( ricordiamoci gli immortali e storici Dumbo e Pinocchio). Il geniale umorismo disneyano mette il trio a costruire barche, secondo un metodo alquanto insolito, si tratta di uno scheletro prestampato, contenuto in uno scatolone di enormi dimensioni, assemblabile come fosse un modellino da collezionismo
E’ proprio qui che la sceneggiatura fa leva, vale a dire nelle diverse ed articolate fasi della procedura di montaggio, bislacca e insolita, meccanica e fuori di testa; ogni personaggio è alle prese con alcune fasi che sfruttano diverse gag collocate nei vari punti della barca, questo permette di giocare con i caratteri di ogni singolo membro, rapportandolo alla situazione surreale; quindi Paperino l’irascibile che perde il controllo quando non riesce a dipingere la pala del timone che Topolino (il piu mite e controllato) ignaro muove dall’alto per pulire, o Pippo che da sfogo della sua goffaggine in una lunga sequenza memorabile: si innamora infatti della statua ornamentale (la sirena). Non si capisce cosa a Pippo gli passi per la testa in quel momento; se ha solo voglia di giocare con un oggetto (la statua), o con se stesso (simulando che la statua sia viva), o se (molto piu probabilmente) se n’è innamorato davvero; fatto sta che la gag sfrutta un fattore di casualità di azione e movimento, in modo tale da rendere per alcune circostanze motorie, viva la statua, dunque esilarante il gioco, e il personaggio, facendoci affezionare alla tenerezza del suo “rincoglionimento”. Si passa poi al varo del prodotto finale, con tanto di cerimonia d’onore , la Queen Mickey (cosi battezzata) salpa dopo la botta di bottiglia ad opera di Minnie (in una brevissima comparsata) , ma basta il colpo a spostarla nettamente al largo, e smontarla letteralmente, facendola affondare. Nessuno dei personaggi sembra dispiaciuto – Paperino è il solo ovviamente nervoso – da questo fatto.
In questo episodio, piu che in altri, le gag sono ritmate con una incredibile vivacità espressiva , e l’animazione nel tratto e nei colori, è azzeccata, affonda su ogni personaggio- Pippo in primis – un incredibile e sincero stato caratterizzante.
Per sceneggiatura (sempre viva e mai lacunosa) e soggetto, siamo piu o meno nella tipicità dello stile del periodo; il gioco è infatti leggermente ripetuto (il trio posto ad un mestiere, combina guai con le peculiarità – fisiche, lavorative o puramente casuali – dell’attività in questione) ma per animazione e ritmo è ottimo. Ottimo (appunto).
Dello stesso Ben Sharpsteen è Mickey’s Trailer, ovvero: La roulotte di Topolino. E’ uno dei migliori episodi dell’intera saga, vede i nostri, messi non al compimento di una particolare attività, ma ad una semplice gita. Si inizia con una sequenza divertentissima dove il trio è accampato in una piccola roulotte che inizialmente sembra essere parcheggiata in una zona paradisiaca, ma che si scopre subito in realtà nel bel mezzo di un quartiere industriale senza sole e stravolto dall’inquinamento;
il mezzo in questione è meccanicamente pieno di sorprese, che ricordano quasi il monolocale di Renato Pozzetto nel film Ragazzo di campagna (ricordate i vari “taaac”) , l’abitacolo è piccolo, ma – smonta e monta – perfettamente funzionale ad ogni esigenza dei tre personaggi, i quali danno il via ad una raffica di situazioni che garantiscono gag ritmate vivacemente e senza sosta per tutta la durata dell’episodio.
la sceneggiatura non manca mai un attimo di mostrare una perfetta invenzione comica; si parte dalla scena in cui Pippo molla la guida dell’auto che traina la roulette e passa dentro a mangiare con gli amici, con completa nonchalance, non spaventandosi affatto di aver lasciato il tutto in movimento; quindi cassetti crollanti e accessori pericolanti lo lasceranno a completo digiuno , il suo pranzo è un disastro, diversamente da Paperino e Topolino che divorano pannocchie a velocità (e rumorosità) “dattilografa”.
Quando la roulotte inizia a precipitare per i viottoli montani, i ritmi aumentano ancora di piu, le gag incentrate sulla gravità stravolta da principi anti-fisica sono perfette, le preoccupazioni dei personaggi, ed in particolare di Paperino con i mitici e intramontabili schiamazzi ad opera del mitico Clarence Nash; Nonchè la imprevedibile pericolosità dell’assurda infermità mentale di Pippo, che continua a guidare tranquillamente canticchiando “si va in gita in montagna la la la” (brava l’edizione italiana a rendere piacevole il motivetto) senza essersi accorto di aver perso il rimorchio ; e la musicalità (fattore fondamentale di questi corti) coerente e scheletro dell’azione e del movimento in ogni sua imprevedibile variante; Il tutto unito ad uno stile di animazione eccellente, con colori profondi, caratteri sinuosi e morbidi, ed una cura del dettaglio minuziosa e indistruttibile, fanno di questo episodio uno dei migliori di sempre. eccezionale.
Si passa a caccia di balene (The Walers) , anche noto come cacciatori di balene. questa volta per la regia congiunta di David Hand (il supervisore alla regia di Biancaneve) grandissimo animatore (e produttore) di una sterminata lista di animazioni, e di Dick Huemer (anche lui tra i piu proficui animatori della Disney, ed in particolare di corti e mediometraggi classici) ; dove con una atmosfera completamente melvilleana; la nostra squadra è alle prese con una Balena
anche qui, tratto eccellente, tocco grafico che imprime un senso di dolce naturalezza nell’anima dei personaggi, ed un incredibile senso di profondità – curatissima ad esempio la prospettiva di altezza, nella sequenza in cui paperino posto in una botte in cima alla torre di vedetta, avvista una Balena e impartisce ordini al (piu) mozzo Pippo – Il soggetto è strutturato con una incredibile vivacità espressiva, vede il ruolo del capo (al solito Mickey Mouse) accatastato in poche (ma in ogni caso buone) gag (come quando non riesce a svuotare un secchio d’acqua perchè il vento la fa tornare dentro ad ogni lancio) a favore degli altri due che hanno la scena maggiore, ed in particolare Pippo, mai spaventato, mai stravolto dalle conseguenze della sua incontrollabile personalità, continua a far casino mantenendo il sorriso: usa il suo dito come miccia del cannone, prende fuoco e si siede su una botte di esplosivo, la sua goffaggine fa ridere non solo per il suo essere costantemente impacciato, ma anche e soprattutto perchè rimane sempre divertito, e mai un attimo preoccupato delle cose che gli accadono ; sulla nave ne avvengono di tutti i colori , l’equipaggio si “distrugge” da solo, mentre la simpaticissima Balena, è ferma, completamente passiva, completamente menefreghista della pseudo-minaccia che non combina nulla se non auto danneggiarsi; Al fine Pippo nel tentare di fiocinare (infilando l’ancora nel cannone!!) la balena, finisce addirittura con la testa bloccata nel suo sfiatatoio, mentre parallelamente, Paperino che si era precipitato ad accorrerlo è bloccato con la testa nello stivale che il primo ha perso durante le sue incredibili acrobazie.
Le situazioni altamente comiche di questo corto, ricordano situazioni simili a quelle delle comuni comiche in b\n di quel periodo, dove il ritmo sembra essere una peculiarità fondamentale per la (ottima) riuscita. Bellissimo
Il corto successivo, il pappagallo di Topolino (Mickey’s Parrot) vede la regia di Bill Roberts, anch’esso rinomato animatore di diverse produzioni disneyane, che negli anni a seguire firmerà collaborazioni registiche con film importanti del settore, come Saludos amigos (con Josè Carioca, nel suo piu celebre ruolo, ed unico da protagonista ) o il bellissimo mediometraggio Topolino e il fagiolo magico
un pappagallo smarrito entra in casa di Topolino poco dopo che questo ha sentito alla radio dell’evasione di un pericolosissimo killer; il pappagallo, come ogni suo simile che si rispetti, parla, e prima di uscire allo scoperto genera alcuni rumori sospetti (ad esempio perchè si infila in un cassetto e gioca con un barattolo) facendo salire il panico a Topolino e Pluto, che si preoccupano , generando falsi allarmismi e tanta paranoia.
Il soggetto è completamente incentrato su questo fatto, neppure tanto originale (sono sicuro di aver visto infiniti cartoni animati sfruttare questa idea) al punto che non permette nemmeno lo spunto di notevoli e raffinate gag particolari; è proprio la carenza di ritmo a fare di questo corto il piu debole dei 5 del 38, manca una certa fluidità in grado di mantenere costantemente accesa la visione, e le lacune di sceneggiatura sono abbastanza marcate al punto che alcuni sketch sembrano avere pura natura di riempimento
come quella di Pluto, alle prese con un pesciolino rosso nella boccia che copia in sostanza i suoi movimenti facendo sembrare il vaso dell’acqua uno specchio per il cane;
E’ proprio Pluto il personaggio sul quale l’umorismo cerca di fare piu leva; gli animatori riescono ottimamente a relazionare le paure dei due personaggi con le loro diverse reazioni; il senso di sgomento è rappresentato in ottima maniera. Topolino scende in cantina, rimane impigliato in un paio di vecchi stivali che si trascina dietro, sentendo ad ogni passo , il rumore di una camminata che lo segue. la scena è particolarmente efficace perchè riassume il senso di panico e paranoia nel senso piu comune ed efficace;
quando il pappagallo rimane incastrato nel corpo di un pollo arrosto, muovendosi davanti agli occhi di Pluto, la reazione del cane è esilarante.Come ogni americano che si rispetti, o come ogni americano che rispetti il secondo emendamento (la legittima difesa è un diritto costituzionale, ed ogni persona ha diritto ad avere armi in casa) ; la folle reazione di Topolino è quella di impugnare un fucile e barricarsi dietro ai mobili, pronto a far fuoco. In questa scena, considerando il periodo (non erano ancora gli anni 40) non credo che si manifesti un senso critico o di satira politica sul possesso delle armi, e di come la follia se accompagnata dal possesso (legittimo) di fucili in casa possa portare all’uccisione di persone (o pappagalli innocenti ) ;
Sul finale, spaventato, topolino inizia a sparare da tutte le parti riducendo ad un colabrodo la sua abitazione, per poi scoprire che ogni sua paura era infondata; finale alquanto sbrigativo, ma piuttosto significativo;
L’animazione – continuerò a ripeterlo – è al top; l’ambientazione particolare (perchè stavolta i fatti si svolgono tutti in casa) enfatizza una reale ”umanistica domesticità” alle vicende (Topolino è a letto che legge un libro e ascolta la radio, mentre Pluto dorme ai piedi del letto; in casa mobili, scantinato, fucile, boccia con il pesce, dispense con i barattoli e pollo arrosto nel forno) i colori perfetti, i movimenti curati nel minimo dettaglio (a topolino vengono le sudate e tremano le gambe per la paura)
Sceneggiatura un po lacunosa, ritmo non troppo vivo e soggetto poco elaborato dunque, ma compensano l’animazione eccellente , la resa completamente centrata dell’atmosfera, e la capacità di riassumere nelle gag efficaci (anche se non tutte) le sensazioni e le emozioni dei personaggi. Buono
Poi sempre Bill Roberts firma la regia del successivo film, il piccolo sarto coraggioso che è noto in Italia anche con il nome aggiunto l’ammazzasette (Brave little tailor). In assoluto uno dei migliori corti e mediometraggi di tutta la collezione, e per diversi motivi:
è il piu insolito e particolarizzato; omaggio alla favola dei fratelli Grimm ( kinder und hausmarchen) ; lo stile è minuziosamente perfetto, da essere l’episodio preferito di diversi animatori, che sostengono che qui Topolino ha raggiunto la sua fase estetica piu brillante nella sua forma e sinuosità, senza il suo solito pantalone corto rosso ma in abito medioevale il nostro ha un fascino magnetico, che ricorda i vecchi episodi in b\n dove la grafica era ancora in fase di sperimentazione ma i personaggi (Mickey e Minni) avevano una interessante sinuosità. Su questo episodio lo stesso Bill Roberts si baserà per produrre – anni piu in la – il fagiolo magico ( Che in America è parte del lungometraggio Bongo e i tre avventurieri ) prendendo un sacco di spunti (ambientazione, gigante, etc).
l’animazione è a cura di Frank Thomas,uno dei leggendari “Nine Old Men” della Disney, la voce del sarto è (nella versione Americana ) opera dello stesso Walt Disney (che effettivamente si occupava lui della voce del topo nei primi anni di produzione)
Nella contea sono tutti in preda al panico per la presenza di un gigante, il nostro sarto coraggioso invece ha ammazzato sette zanzare con un colpo solo; un malinteso farà capire alla gente che abbia ammazzato giganti, e con una bellissima sequenza in cui la voce si diffonde in tutto il villaggio, l’euforia collettiva porterà il nostro davanti al trono del re il quale promette al sarto la mano della principessa (Minnie) , se in cambio ammazzerà il gigante
E’ nello scontro con il gigante quindi che le gag secondo la classica metratura dei cortometraggi precedenti si sviluppa; il sarto è effettivamente coraggioso, e rischia di essere persino fumato dal gigante che se lo rullata in una balla di fieno;
Musicato perfettamente, dialogato piu del consueto, è stato nominato per gli Accademy Awards nel 1938 per il “Miglior Cortometraggio”e nel 1994 si piazzo al 26°posto nella classifica dei “50 Migliori Cartoni”di sempre; una sola piccola pecca nel finale, che pur efficace (si cita forse ironicamente Gulliver) è alquanto sbrigativo. Stupendo
i Corto-medio-metraggi del 1938 appartenenti alla collezione di MICKEY MOUSE CARTOONS sono questi di cui vi ho parlato, sono tutti molto belli ed ovviamente consigliati. vengono trasmessi in tv da una infinità di anni e si trovano in diverse ”compilation” vhs e dvd (ad esempio nei consigliatissimi cofanetti Walt Disney Treasure)
Nell’elenco completo dei corto e medio-metraggi Disneyani ai 5 episodi del 1938 di cui vi ho parlato, se ne aggiunge un altro, che appartiene però alla collezione dei corti di Pippo e Paperino. E’ nuovamente il turno di Ben Sharpsteen per Caccia alla volpe ( The Fox Hunt – proprio come un piu vecchio episodio delle Silly Symphonies) ; è il CENTESIMO film dei Corti Classici Disney (Silly Symphonies a parte)
Il soggetto viene sorretto completamente da Pippo e Paperino; i due infatti escono con i loro volti sorridenti e vicini nei titoli di testa, L’episodio è infatti per la serie “A Goofy and Donald Duck Cartoon“.
Effettivamente è l’intera banda Disney ad aver organizzato una battuta di caccia, ma gli altri si intravedono solo tramite ombre su una roccia inizialmente, e in una manciata di secondi quando fuggono via, alla fine, dopo che Paperino che sembrava aver preso qualcosa, mostra a tutti di tenere una puzzola per la coda. Nella banda troviamo anche personaggi minori come Chiquita o Orazio
Pippo è il piu presente (c’era da immaginarlo dall’immagine del titolo) ; la sua tattica è quella di cacciare per mezzo di un cavallo; la cavalcata, il completo mancato stile, le varie acrobazie e gag che instaura (nel complesso divertenti) sono molto piu vicine agli episodi singoli della sua personale serie, quindi quegli episodi in cui pratica spesso uno sport diverso con una voce narrante in stile documentario; qui il divertimento è dato dal fatto che il Cavallo non risponde alle necessità di Pippo, dimostrandosi piu stupido di lui.
Paperino invece adotta la tattica dei cani, ne porta al guinzaglio un branco, ma non riesce a gestirli, ed è parecchio divertente vederlo perdersi nel nervosismo; quando una volpe si nasconde in una buca, lui pensa bene di suonare con tutto il suo possibile fiato (di fatti gofiandosi in modo impressionante) al punto che la terra si smantella facendo uscire dalle tante tantissime volpi… ma come in ogni caccia Disney- non è uno spoiler -anche questa sarà magra.
Non sono memorabili le gag, l’animazione è molto buona si, ma non al passo con i cinque corti della serie di Topolino dello stesso anno ; si tratta di un episodio non particolarmente geniale, ma comunque gustoso a vedersi. Carino.
In conclusione – se siete incuriositi – voglio suggerirvi di guardare questi episodi su youtube, magari cercando il titolo originale si potrebbero trovare; evito di potarli direttamente qui perchè come si sa, si tratterebbe solo di tempo prima che vengano rimossi



